Yara, La svolta, Una donna incastra Bossetti: “Ecco che mi fece quella mattina” Ora la verità

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Yara, La svolta, Una donna incastra Bossetti: “Ecco che mi fece quella mattina” Ora la verità

Ancora si continua a parlare del caso di Yara Gambirasio, la bambina uccisa a Brembate e poi lasciata in un campo abbandonato.

In particolare tra le prove che hanno condannato Massimo Bossetti, muratore di Mapello, c’è la testimonianza della signora Alma Azzolin, casalinga di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo.

La donna al processo contro Bossetti, ha testimoniato quanto segue: «Tutti i martedì e i giovedì mattina, verso mezzogiorno, accompagnavo mia figlia agli allenamenti della sua squadra di ciclismo che partivano proprio dal centro sportivo di Brembate Sopra.

Yara, La svolta, Una donna incastra Bossetti: “Ecco che mi fece quella mattina”

Quella mattina avevo parcheggiato negli spazi esterni al cimitero, che sta proprio lì di fronte. È arrivata una station wagon grigia. L’uomo alla guida aveva occhi chiarissimi e mi ha fissato con insistenza.

Poi ha fatto un giro con la sua macchina ed è andato a piazzarsi vicino alla siepe che delimita il parcheggio. Proprio in quel momento è arrivata una ragazza che avrà avuto 13, 14 o 15 anni e indossava una maglietta rosa scuro, salmone scuro e aveva le gambe scoperte ma non ricordo che pantaloncini avesse. La ragazza aveva i capelli lunghi, mossi: è arrivata correndo e si vedevano ondeggiare. E poi è salita in auto».

Avvocato Pelillo, di parte civile: «Perché l’uomo della station wagon l’ha così colpita?». Azzolin: «Perché aveva gli occhi talmente chiari che mi sembravano bianchi, come una volpe che avevo visto quell’agosto». Avvocato Pelillo: «Ha più incontrato quell’uomo?». Azzolin: «Sì, al supermercato Eurospin di Brembate Sopra. L’ho riconosciuto, ma quella volta mi ha colpito meno perché era intento a fare altro e non mi ha fissato».

Avvocato Pelillo: «Riconosce in quest’aula l’uomo della station wagon?» Azzolin: «È il signor Bossetti». Azzolin è stata anche controinterrogata dalla difesa. Ha detto che, pur avendo visto la ragazzina dai capelli solo per un attimo, ha notato che in bocca portava l’apparecchio. Avvocato Camporini: «Era Yara quella ragazzina?». Azzolin: «Per me sì».

Bossetti ha effettivamente una station wagon grigia. E Yara portava l’apparecchio per i denti. Ma cos’è che non torna? Ecco cosa è stato scoperto

I difensori di Bossetti hanno subito lavorato sui martedì e giovedì del periodo compreso tra la metà di agosto e l’inizio dell’anno scolastico, quello indicato dalla Azzolin. L’unico giorno coerente con quanto ha testimoniato la signora – dicono – è il 9 settembre.

La Azzolin ha detto che la volta dell’incontro il tempo era bellissimo. Invece il 9 settembre pioveva. I difensori sostengono anche, e promettono le prove, che Bossetti era comunque a pranzo molto lontano dal cimitero e dalla palestra di Brembate Sopra nei martedì e i giovedì del periodo considerato.

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