Ecco come la città più ricca d’Italia dovrebbe aiutare Venezia in questo momento

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L’acqua alta che ha sommerso Venezia nella notte tra il 12 e il 13 novembre – la seconda più alta di sempre, dopo la cosiddetta acqua granda del 1966 – è un sintomo emblematico di quanto la crisi climatica stia incidendo sulla fisionomia dell’Italia. Il sindaco della città, Luigi Brugnaro, lo ha sottolineato così: “Questi sono evidentemente gli effetti dei cambiamenti climatici”. 

Provocata da un vortice di venti che ha assunto una velocità fuori dal comune e ha sospinto grandi masse d’acqua verso la laguna, la marea ha raggiunto i 187 centimetri e ha sommerso l’85 per cento della città. Dopo aver segnalato per la serata un livello di 145 centimetri, il centro maree ha rivisto la stima in diretta, trovandosi di fronte a una situazione del tutto inedita. “I nostri modelli non hanno segnalato l’ondata di marea semplicemente perché si è trattato di un evento mai visto da quando facciamo previsioni modellistiche”, dicono dalla sala operativa dell’ente incaricato di prevedere l’innalzamento delle acque e allertare la cittadinanza.

Venezia e la sua importanza per l’Italia

Venezia è una città unica al mondo, metà di milioni di turisti ogni anno ed uno dei simboli che rappresenta il nostro paese in tutto il globo. Una città che genera grandi introiti per l’Italia e che contribuisce non poco alla nostra economia.

Ma tutto questo, dalle ideologie alle fazioni politiche, passa in secondo piano quando ci troviamo di fronte ad emergenze di questo genere.

Lo ha capito e sopratutto dimostrato Maria Stella Gelmini, che con una toccante e coraggiosa lettera aperta al sindaco di Milano si è messa in prima linea per la salvaguardia e il soccorso delle persone bisognose che in questo momento stanno vivendo una situazione drammatica.


Milano, Gelmini a Sala: aiutiamo Venezia

Il dramma di Venezia sott’acqua ha colpito tutto il mondo, e non ha lasciato indifferente nemmeno i politici del nostro paese.

Mariastella Gelmini, infatti, ha scritto una lettera aperta al sindaco di Milano Beppe Sala, anche per rispondere alle insinuazioni del ministro Provenzano che aveva dichiarato: “Milano non restituisce nulla all’Italia”, sollevando l’indignazione della città.


Gelmini chiede al sindaco Sala di farsi promotore di una iniziativa solidale della città per Venezia. Ecco la lettera: “Caro Sindaco – scrive la capogruppo di Forza Italia alla Camera e consigliere comunale a Milano – ci sono momenti in cui il nostro Paese deve superare divisioni politiche, pure legittime, e polemiche per dare una mano. Oggi siamo tutti chiamati a soccorrere la città italiana più amata nel mondo, Venezia. Milano, accusata ingiustamente dal ministro Beppe Provenzano di non fare abbastanza per il resto del Paese, può mettere a disposizione della città lagunare le sue risorse migliori”. “Penso allo straordinario bagaglio di competenze delle nostre Università, a partire dal Politecnico e dalla Bocconi, alle nostre prestigiose imprese della moda e del design, al mondo del volontariato sociale, che sa essere tanto generoso quanto efficiente. Venezia non è una vetrina ma il cuore pulsante della cultura italiana e, al tempo stesso, la fotografia dei nostri mali e della inconcludenza che spesso i governi hanno offerto agli italiani. Milano, con la sua operosità e la sua generosità, può fare molto per Venezia e il Sindaco ne rappresenta l’unità. Da parte nostra – conclude Gelmini – c’è tutto l’impegno ad assecondare e favorire ogni iniziativa che restituisca Venezia alla sua dignità e al suo splendore”.

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