Le crisi aziendali in Italia mettono a rischio i lavoratori: ecco cosa sta succedendo

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Il 2020 non sarà l’anno dell’aumento IVA, ma la coperta resta corta e, se da un lato sono in arrivo nuovi bonus, dall’altro bisognerà fare i conti con piccoli ma significativi balzelli che porteranno ad un lieve incremento della pressione fiscale, che passerà dal 41,9% al 42%.

Nuove tasse in arrivo anche nel 2020, e ad esserne colpiti saremo tutti: dai dipendenti, ai pensionati, fino ad arrivare al tartassato popolo delle partite IVA.

Le novità sono messe nero su bianco nel Disegno di Legge di Bilancio e nel Decreto Fiscale collegato, approvati ambedue dal Governo durante il Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2019.

Tasse auto aziendali

La manovra 2020 prevede un innalzamento notevole per le tasse sulle auto aziendali, sia a carico delle società che per i dipendenti. Oggi i dipendenti coprono circa il 30% del costo del noleggio; il Governo ha deciso la percentuale dovrà salire fino al 100%. Una vera e propria stangata da 500 milioni l’anno.

Plastic Tax

Confermata l’entrata in vigore della “plastic tax” la tassa legata all’ambiente ma che in realtà si trasformerà in una vera e propria stangata per le spese quotidiane degli italiani. La tassa prevede un aumento del costo di un euro al kg e riguarda la plastica mono-uso. Si stima ad esempio che pagheremo solo per l’utilizzo delle bottiglie di plastica dell’acqua circa 15 ero in più l’anno a testa.

Tabacco

Aumentano le tasse anche sul tabacco, ma rispetto alle previsioni della vigilia, la stretta del fisco sarà meno pesante. Dai 200 milioni di introiti previsti infatti si scende a quasi 90 dato che l’accisa salirà di 5 euro al kg. Aumenta anche di 5 millesimi al pezzo la tassa su cartine e filtri.

Crisi Ilva e Alitalia: Lavoratori a rischio

Toppa dopo toppa, annuncio elettorale dopo annuncio elettorale, giravolte sull’immunità penale comprese, i nodi della crisi del tessuto industriale italiano tornano a galla. E mostrano l’assenza di ogni progetto, se non quello di evitare la perdita di posti di lavoro per non perdere consenso, mostrando un esecutivo orfano di qualsiasi politica industriale. Con le diverse anime del governo che, proprio mentre Mittal prepara le valigie, ancora si dividono e litigano sullo scudo penale dell’Ilva, dopo aver già dato all’azienda franco-indiana l’asso nella manica per stralciare un accordo che li obbligherebbe a investire miliardi per il risanamento ambientale di uno stabilimento che perde due milioni di euro al giorno.

E non è un caso che le richieste di cassa integrazione a settembre risultassero aumentate del 51,9% rispetto a un anno fa. Con le ore di cassa che nei primi cinque mesi dell’anno sono quadruplicate. Le aziende in crisi che sono coinvolte dalla cig sono 575 per oltre 1.000 siti produttivi. Con la cassa in deroga aumentata del 32%. Una fetta della nostra forza lavoro che non viene conteggiata nei dati ufficiali sulla disoccupazione: se cominciassimo a farlo, le percentuali crescerebbero e leggeremmo molti meno tweet entusiasti a ogni rilascio di dati Istat.

Gelmini: Conte parla di taglio tasse? Lo vada a raccontare a italiani

“Conte affetto da annuncite cronica. “Realizziamo il piu’ grande taglio di tasse degli ultimi tempi”, ha scritto il premier. Lo vada a raccontare a famiglie e imprese… Le innumerevoli tasse contenute nella legge di bilancio hanno gia’ bloccato consumi e investimenti #BastaSlogan”. Lo scrive su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. 

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