Carcere per i razzisti allo stadio, la proposta arriva da due persone inaspettate

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Nell’ultimo anno gli episodi di razzismo, i crimini di odio, le azioni di ostilità verso gli stranieri, le aggressioni a sfondo xenofobo sembrano essere aumentati in maniera preoccupante.

In Italia come nella maggior parte dei paesi occidentali i crimini di odio, motivati da ragioni etniche, religiose e razziali sono in aumento da anni, anche se le cause di questo incremento sono difficili da stabilire. Il problema principale è che in Italia non esiste una banca dati ufficiale che raccolga e pubblichi ciclicamente le statistiche su questo tipo di aggressioni, come avviene invece in altri paesi europei.

Mancando le fonti ufficiali per descrivere il fenomeno, i dati raccolti dall’associazione Lunaria dal 2007 nell’osservatorio Cronache di ordinario razzismo sono diventati un importante archivio per giornalisti ed esperti, ma la stessa associazione sottolinea che la raccolta delle segnalazioni, che avviene soprattutto con il monitoraggio delle notizie, non ha valore statistico e quantitativo e non può essere citata come se fosse uno studio ufficiale.

Il razzismo nel calcio

Questo fenomeno si amplifica, e non poco, nel mondo del calcio, come purtroppo siamo abituati a vedere da qualche anno a questa parte.  Soltanto pochi giorni fa, buona parte dell’Italia s’indignava per gli insulti razzisti contro il calciatore italiano Balotelli. Ma la lista dei casi di razzismo nel nostro paese è purtroppo molto lunga.

Il mondo della politica si sta mobilitando su questo tema, e soprattutto Forza Italia, con il suo deputato ex olimpionico della sciabola Marco Marin, ha presentato una proposta di legge per reintrodurre nel Codice Penale l’ingiuria per odio razziale.

La proposta di Forza Italia

“In occasione di una manifestazione sportiva, chiunque offende l’onore o il decoro di una persona partecipante alla competizione con espressioni di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”. Inoltre c’è anche una pena accessoria: il Daspo da un minimo di sette a un massimo di dieci anni. 

Tra i firmatari c’è anche il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia: “È un segnale che deve essere dato anche per rispettare la passione che circonda le tante partite che si giocano ogni settimana”. 

Il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari approva: “Questa è la risposta più giusta. Salvini aveva contestato la troppa enfasi con cui si giudicava il fenomeno del razzismo negli stadi? Abbiamo fatto sempre un discorso diverso, proprio l’esigenza di non criminalizzare una curva e una città ci porta a sanzionare duramente quegli idioti che si rendono protagonisti di quei gesti. La responsabilità è sempre individuale”. 

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