Centinaia di opere bloccate in Italia, il paese della burocrazia e degli sprechi

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Sono centinaia i cantieri e le opere bloccate in Italia. Opere che riguardano infrastrutture fondamentali soprattutto per i trasporti: strade, ponti, porti, linee ferroviarie. Se ne parla molto in questi giorni in cui la politica e discute della b, la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, una priorità dal punto di vista strategico ma, alla fine, forse solo il caso più noto di un malessere, anzi di un problema cronico.

Una delle associazioni coinvolte direttamente nei lavori di costruzione e nei cantieri, l’Ance, ha realizzato un sito sempre attivo, che si aggiorna quotidianamente e che rappresenta in maniera semplice e significativa lo stato (gravissimo) delle cose. Si chiama “sbloccacantieri” e propone l’elenco diviso, regione per regione, delle opere grandi e piccole che per un motivo o per l’altro sono ferme, sospese, abbandonate a metà, rinviate in eterno o mai partite.

Opere dal valore complessivo di decine e decine di miliardi di euro che sono fondamentali per far ripartire il paese.

Queste le principali opere in attesa:

– Tav, Torino-Lione
– Linea 2 Metropolitana Torino
– Autostrada A33, Asti-Cuneo
– Alta Velocità Brescia-Verona
– Autostrada Cispadana
– Autostrada Firenze-Pistoia, terza corsia
– Autostrada Cremona-Mantova
– Statale Jonica
– Ospedale Reggio Calabria
– Tunnel del Brennero
– Ricostruzione Terremoto del Centro Italia
– Gronda Genova
– Linea Ferroviaria Genova-Ventimiglia (raddoppio binario)
– Linea 6 Metropolitana Napoli
– Autostrada Roma-Latina
– Ponte Flaminio
– Strada Sp 22, Sp 7b e SS117 ad Enna

Corruzione, disastro italiano: ci costa 230 miliardi l’anno 

Ogni anno perdiamo infatti 236,8 miliardi di ricchezza, circa il 13 per cento del prodotto interno lordo, pari a 3.903 euro per abitante. La cifra della corruzione, già impressionante di per se, è due volte più alta di quella della Francia, pari a 120 miliardi di euro e al 6 per cento del Pil e di quella della Germania, dove la corruzione costa 104 miliardi di euro (il 4 per cento del Pil).

Questi sono i numeri contenuti in uno studio pubblicato dal gruppo dei Verdi europei basato sulle analisi condotte dalla ong americana RAND per il parlamento europeo, relatrice la deputata 5 Stelle Laura Ferrara.

Con riferimento al nostro Paese, lo studio mette in evidenza come le risorse così sprecate potrebbero da sole risolvere le maggiori emergenze sociali. La perdita di ricchezza dovuta alla corruzione è infatti pari a oltre una volta e mezza il budget nazionale per la sanità pubblica; a 16 volte gli stanziamenti per combattere la disoccupazione; a 12 volte i fondi per le forze di polizia e addirittura è di 337 volte più grande della spesa per le abitazioni sociali. Per non parlare degli investimenti sull’istruzione, nota dolente, che con quei soldi potrebbero essere più che triplicati. Infine, se quei 237 miliardi fossero distribuiti agli italiani basterebbero per dare a oltre il 18 per cento della popolazione 21mila euro l’anno, la media nazionale.

La mappa dell’Italia Bloccata

Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, commenta così la mappa dei cantieri ancora bloccati in Italia:

“Vedere una Italia bloccata dalla burocrazia e dall’incapacità del governo è molto frustrante. C’è bisogno di sbloccare immediatamente le opere e far ripartire il paese offrendo occupazione per gli operai che lavoreranno e sicurezza per i cittadini che non devono temere di percorrere autostrade, viadotti o passi perchè sicuri che lo stato è presente e fa il massimo sia sulle nuove costruzione, sia sulla manutenzione di quelle già esistenti”.

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