Mostro di Firenze, un DNA sconosciuto riapre l’indagine infinita

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Non ha ancora fine una delle vicende di cronaca più famose d’Italia, quella del Mostro di Firenze. A 51 anni dal primo omicidio e con la maggior parte degli imputati già morti, ora una nuova traccia di DNA può riaprire l’indagine.

Mezzo secolo di indagine

Da quando Antonio Lo Bianco e Barbara Locci sono stati uccisi, nel lontano 21 agosto 1968, il mondo è completamente cambiato. Tuttavia, ancora si continua a investigare sulla serie di crimini più efferati compiuti in Italia. L’ultimo omicidio del cosiddetto Mostro di Firenze risale al 1985, nella notte di settembre in cui vennero uccisi Jean-Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot, turisti francesi.


Per quegli omicidi, furono condannati Pietro Pacciani (assolto in appello) e i “compagni di merende” Mario Vanni e Giancarlo Lotti. Tutti e tre sono deceduti da lungo tempo. Tuttavia, troppi sono i buchi nella vicenda e le persone ancora coinvolte in un’indagine infinita.

Gli altri indagati

È rimasto aperto ancora un fascicolo, quello a carico dell’89enne ex legionario Giancarlo Vigilanti. Negli anni ’80 venne catalogato come “fan morboso” del Mostro e poi iscritto in un’indagine. Lo stesso era in possesso di alcune armi dello stesso calibro di quelle usate negli omicidi. Lui ha sempre continuato a proclamarsi innocente.

Oltre lui, negli anni sono stati indagati anche il medico perugino Francesco Narducci e lo stesso Vigilanti indicò un altro medico, Francesco Caccamo, come mandante. Lo stesso Pacciani si è sempre difeso, accusando qualcuno di voler “imbrogliare le acque. Ora nuovi elementi sembrano puntare in quella direzione.

La nuova traccia di DNA

La Nazione ha dedicato un approfondimento agli ultimi rilevamenti degli esperti. In particolare, si parla di analisi sulla tenda e altri reperti trovati nel luogo dell’omicidio dei 2 francesi, nel 1985. Il genetista Ricci, viene detto, avrebbe trovato tracce di un DNA appartenente a un uomo sconosciuto. Non sarebbe di Pacciani, della vittima ne di nessun altro di coloro di cui si dispone del materiale genetico.

La prima falla, evidenza la Nazione, è che di Lotti e Vanni non siano stati immagazzinati i profili genetici per confrontare la nuova traccia.
Questa nuova traccia, quindi, potrebbe rivelare che la notte del 7 settembre 1985 c’era un’altra persona a uccidere l’ultima coppietta. Un ipotesi che prende piede anche in seguito ad altre scoperte.

Il proiettile dell’orto di Pacciani

dubbi sulla posizione di Pacciani erano cominciati a circolare già qualche mese fa, quando emerse che la cartuccia ritrovata nel 1992 nell’orto di Pacciani era contraffatta. La stessa non sarebbe stata incamerata nel Winchester serie H usato per gli omicidi, ma sistemata affinché lo sembrasse. C’è quindi il sospetto che qualcuno volesse incastrare Pacciani o, riporta la Nazione, depistare le indagini per chiudere velocemente un caso che già allora era trentennale.

Quasi tutti gli indagati o le persone coinvolte sono ormai morte, ma la sensazione è che il punto sulla vicenda del Mostro di Firenze tarderà ancora ad essere apposto.

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