Omicidio Novi Ligure, Erika De Nardo si è sposata

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Erika De Nardo è libera dal 2011, dopo aver scontato la condanna di reclusione per essere stata l’autrice, insieme al fidanzato dell’epoca Mauro Favaro, del delitto di Novi Ligure.

Durante la permanenza in carcere, la ragazza, che ora ha 35 anni, si è impegnata nella riabilitazione. Si è anche laureata in Lettere Moderne con una votazione di 110 e lode

La nuova vita di Erika De Nardo

Gli anni, quindi, sono passati. Marco Favaro, soprannominato Omar, è andato avanti. Ora ha una moglie e un figlio. 

D’altra parte, anche Erika De Nardo sembra essersi lasciata alle spalle il suo terribile passato, anche grazie all’aiuto del papà, il quale l’aveva perdonata fin dal primo momento.

Proprio in riferimento alla nuova vita della ragazza, Don Antonio Murazzi, colui che aveva accolto Erika nella comunità “Exodus” di Milano, ha lasciato un’importante dichiarazione ai giornalisti del settimanale “Oggi”.

Erika ha una nuova vita, si è sposata. Ha maturato la giusta consapevolezza sulla tragedia, quella che permette di continuare a vivere. Il padre è stato molto importante in questo percorso”, ha dichiarato. 

Tuttavia, Don Mazzi non ha voluto chiarire né dove viva attualmente la 35enne né quale sia il nome del marito né dove si sia celebrata la cerimonia.

Il delitto di Novi Ligure

Il 21 febbraio del 2001 è stato commesso uno dei più efferati omicidi della storia italiana. Erika De Nardo, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni, insieme al fidanzato Mauro, di un anno più grande, aveva ucciso la mamma Susanna Cassini e il fratellino Gianluca, di 11 anni.

I due avevano, prima, teso una trappola alla madre, uccidendola a coltellate. Successivamente, Erika era entrata nel bagno di casa e aveva ucciso il fratellino allo stesso modo. Infine, la ragazza aveva finto di essere stata vittima di un’aggressione da parte di un gruppo di stranieri.

Tra i due corpi, avevano inflitto un totale di 120 coltellate.

Erika e Omar erano stati, però, interrogati sin da subito dagli inquirenti, i quali in poche ore erano riusciti a strappare una confessione dal 18enne e a ricostruire l’esatta dinamica dell’omicidio. I due, quindi, erano stati condannati e giudicati colpevoli di omicidio

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