Ohio, la legge anti aborto genera una bufera: “Ci vogliono costringere a non operare”

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La nuova normativa anti aborto sulle gravidanze extrauterine  approvata in Ohio ha generato una bufera: la tecnica richiesta per non finire in prigione non esiste.

Da qualche tempo a questa parte diversi Stati americani stanno adottando delle leggi che limitano la possibilità di ricorrere all’aborto. La legge più restrittiva approvata sinora è quella della Georgia chiamata ‘Life Act‘. In questa si impone che la donna in gravidanza non può interrompere la gravidanza se il medico percepisce il battito del feto. La disposizione ha generato una furiosa polemica da parte degli attivisti pro choice. Questi infatti accusano il governo della Georgia di aver di fatto impedito alle donne di abortire. Il battito cardiaco nel feto, infatti, si può sviluppare entro le 6 settimane, ovvero prima che la madre si accorga di essere incinta.

Negli Stati Uniti la polemica divampava già da tempo, il Paese è diviso in due fazioni contrastanti: i progressisti supportati dai Democratici e i religiosi supportati dai Repubblicani. Al centro degli attacchi di quest’ultimi ci sono le cliniche abortiste (con a capo Planned Parenthood), ree a loro avviso di spingere le donne ad interrompere le gravidanze per mero interesse economico. Per i pro choice la questione è invece un’altra, ovvero il diritto della donna di scegliere o meno se continuare una gravidanza.

Il caso dell’Ohio: divieto di aborto per le gravidanze extrauterine

Qualunque sia l’idea personale sull’aborto, c’è una legge approvata lo scorso aprile in Ohio che esula dalle posizioni etiche di una parte o dell’altra. La legge Ohio HB413, secondo quanto riportato dal ‘The Guardian‘, obbliga i medici a praticare un’operazione di spostamento dell’embrione nel caso delle gravidanze extrauterine (o ectopiche), condannando al carcere chi si rifiuta. Tali gravidanze si verificano quando l’embrione si sviluppa fuori dall’utero della donna, in una zona inadatta a supportare la crescita del feto. Andando avanti, infatti, l’embrione posizionato fuori dall’utero potrebbe portare alla morte della madre.

Come avrete capito, qualora si presenti il pericolo di vita, i medici sono costretti ad operare un aborto per salvaguardare la madre. La legge dell’Ohio, invece, obbliga i medici a reimpiantare l’ovulo fecondato all’interno dell’utero. Il problema è che al momento non esiste una procedura di questo tipo ed effettuare una simile operazione non solo potrebbe non salvare il feto, ma potrebbe portare alla morte della madre.

I medici dell’Ohio si sono ribellati contro la legge che, data l’impossibilità della procedura, mette in pericolo la vita delle pazienti. La posizione di incredulità dei medici è perfettamente riassunta dal tweet del dottor David Hackney: “La nuova Ohio HB413, pagina 84: ‘Per evitare accuse tra le quali omicidio, per aborto, il medico deve reimpiantare una gravidanza extrauterina nell’utero della donna’. Non ci credo che lo sto scrivendo di nuovo, ma è impossibile. Andremo tutti in prigione”.

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