Alfonso Bonafede: la frase sul reato doloso e colposo scatena la bufera

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È bufera per l’affermazione di Alfonso Bonafede a Porta a Porta, nella puntata dello scorso 11 dicembre, in cui si è parlato di riforma della prescrizione (da tempo argomento oggetto di spinoso dibattito). “Quando per il reato non si riesce a dimostrare il dolo, e quindi diventa un reato colposo, ha termini di prescrizione molto più bassi“. È questa la frase della discordia, che ha sollevato un moto di indignazione da più parti, esperti del settore compresi. C’è chi chiede le dimissioni del Guardasigilli, come l’Ordine degli avvocati di Palermo, e chi, come Vittorio Sgarbi, lancia strali all’indirizzo del titolare del dicastero della Giustizia al grido di “ministro ‘Malafede’”.

L’Ordine degli avvocati di Palermo: “Bonafede si dimetta”

Dimissioni“: è la lapidaria richiesta, corredata da un elenco di motivazioni, avanzata dall’Ordine degli avvocati di Palermo, a margine della dichiarazione di Alfonso Bonafede a Porta a Porta.

Il ministro, nello spiegare la riforma dell’istituto della prescrizione, ha espresso un punto di vista che ha scatenato la bufera: “Quando per il reato non si riesce a dimostrare il dolo, e quindi diventa un reato colposo, ha termini di prescrizione molto più bassi“.

E mentre Bruno Vespa annuiva, sui social esplodeva il caos. Con una nota infuocata, pubblicata sulla pagina Facebook dell’ordine palermitano, si chiede a gran voce che il Guardasigilli rimetta il suo mandato.

Le affermazioni del ministro della Giustizia, secondo quanto riportato nel comunicato, “sono del tutto errate dal punto di vista tecnico-giuridico“. Ma non solo, perché si sottolinea come “tali errate affermazioni sono state poste a sostegno dell’opportunità della riforma della prescrizione“.

Il timore espresso riguarda l’ipotesi che “le riforme delle regole processuali e sostanziali, in ambito civile e penale, attualmente in discussione, siano quindi basate sulla errata percezione e conoscenza degli istituti giuridici“.

Nella nota è impresso anche un altro allarme, riguardante il rischio di confondere l’opinione pubblica. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo, nella seduta del 12 dicembre scorso, ha chiesto le immediate dimissioni di Bonafede, informando di aver trasmesso tutto a CNF (Consiglio nazionale forense), OCF (Organismo Congressuale Forense), Presidente del Consiglio dei ministri e stampa.

L’affondo di Vittori Sgarbi

“Il ministro della Giustizia “Malafede” ci ricorda, ogni volta che parla, il suo passato nelle balere di Mazara del Vallo con il nome d’arte di “Alfonsino Dj“.

Vittorio Sgarbi non usa i guanti nel trattare la questione che si è innescata, come uno tsunami, intorno alla figura del Guardasigilli. Caustico, il suo appunto alle dichiarazioni del ministro pentastellato, in un affondo critico che non è proprio un unicum nella sua posizione contro il M5S.

Dal ministro nessuna risposta, ma sulla sua pagina Facebook tanti lo difendono dall’onda d’urto della polemica e non hanno dubbi: “È stato un lapsus“.

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