Luca Sacchi: per il gip la versione di Anastasiya è inverosimile

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Intorno al caso Luca Sacchi si addensano interrogativi che, nei racconti forniti dai protagonisti, sembrano non trovare ancora piena soluzione. Tra le audizioni più attese quella della fidanzata del 24enne ucciso a Roma, Anastasiya Kylemnyk, la cui versione non avrebbe però convinto gli inquirenti. Secondo il gip, le dichiarazioni della ragazza sarebbero lacunose e scarsamente plausibili, parte di un’istantanea degli eventi che apparirebbe inverosimile.

Il racconto di Anastasiya Kylemnyk

Lacunose, inverosimili e in più punti scarsamente plausibili: è questa la descrizione che il gip Costantino De Robbio, secondo quanto riportato dall’Ansa, avrebbe fatto delle dichiarazioni della fidanzata di Luca Sacchi, Anastasiya Kylemnyk, nel provvedimento con cui ha respinto l’istanza di revoca dell’obbligo di firma per la ragazza.

Un inciso, che grava come un macigno sulla versione della giovane, resa in sede di interrogatorio di garanzia, dopo l’esecuzione della misura cautelare cui è sottoposta da alcuni giorni.

Il provvedimento resta in piedi e non è stato revocato, come invece richiesto dal legale della giovane a margine dell’interrogatorio del 4 dicembre scorso. Il motivo risiederebbe nel fatto che le parole della 25enne, “soggetto interessato e non obbligato a dire la verità“, sarebbero apparse inutili a “scalfire il quadro indiziario e cautelare” che, secondo il giudice, mantiene la sua cornice di gravità.

I soldi nello zaino per comprare “una moto”

Nel corso dell’interrogatorio, Anastasiya Kylemnyk ha detto di non sapere che nel suo zaino si trovava una somma di 70mila euro in contanti, soldi che, per gli inquirenti, erano destinati alla chiusura di una compravendita di droga (nello specifico, si tratterebbe di 15 kg di marijuana).

La figura della ragazza è diventata sempre più centrale agli occhi di chi indaga, così come quella dell’amico della vittima, Giovanni Princi, raggiunto da una misura cautelare e attualmente in carcere con l’accusa di tentato acquisto di droga. In manette, prima di lui, i due presunti killer, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, e il presunto fornitore dell’arma del delitto, Marcello De Propris.

Secondo quanto riportato da Adnkronos, la 25enne avrebbe poi dichiarato che il denaro ricevuto da Princi sarebbe servito per l’acquisto di una motocicletta “di provenienza illecita“.

Al gip avrebbe raccontato di essere arrivata davanti al John Cabot pub (luogo del delitto) insieme a Luca Sacchi, il quale avrebbe avuto un appuntamento proprio con l’amico in questione. Princi le avrebbe affidato temporaneamente un sacchetto di carta, informandola della presenza di una somma da consegnare a un altro soggetto per concludere l’affare sulla due ruote.

Scattata un’altra misura cautelare

C’è un’altra misura restrittiva, che si somma alle 5 già eseguite nei giorni scorsi. Il gip di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Armando De Propris, padre di Marcello De Propris (il presunto fornitore della calibro 38 usata per il delitto e mai ritrovata).

L’uomo, che si trova già dietro le sbarre per questioni di droga, è stato raggiunto dal provvedimento con cui gli si contesterebbe la detenzione illegale dell’arma con cui Luca Sacchi è stato ucciso.

L’ipotesi investigativa, riporta Ansa, sarebbe la seguente: la pistola fornita da Marcello De Propris a Valerio Del Grosso (esecutore materiale reo confesso, che ha detto di aver sparato senza voler uccidere) potrebbe essere stata consegnata al primo proprio dal padre.

Armando De Propris, 46 anni, è in già detenuto dal 29 novembre scorso perché, in sede di perquisizione domiciliare, gli inquirenti avevano trovato 1 kg di droga.

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