Catania, tenta di uccidere il figlio disabile: arrestata una madre 54enne

0
82

Di ieri, la tragica notizia che i Carabinieri hanno arrestato una donna di 54 anni, con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Avrebbe infatti cercato di uccidere il figlio 20enne, affetto da una grave disabilità. A salvarlo, l’intervento dei Carabinieri su segnalazione della badante.

Il dramma a Catania

L’Adnkronos, riporta che la Procura di Catania ha messo agli arresti domiciliari una madre 54enne, accusata di aver cercato di uccidere il figlio di 20 anni, affetto da un grave ritardo mentale e tetraparesi spastica. La vicenda, resa nota ieri, racconta tutto il dramma avvenuto a Catania: la donna avrebbe prima chiuso fuori sul balcone la propria anziana madre, quindi cacciato di casa la badante della stessa.


Proprio questa si sarebbe rivolta ai Carabinieri, denunciando quanto stava accadendo nella casa. Al loro arrivo, una scena terrificante.

Ha cercato di soffocarlo con della carta imbevuta

Quando i militari sono intervenuti sul posto allertati dalla badante, riporta Adnkronos, hanno visto l’anziana signora chiusa sul balcone e tremendamente spaventata. Dentro la casa, il giovane 20enne stava avendo una grave crisi respiratoria. Nella sua bocca, riportano le fonti, c’era della carta imbevuta di profumo che lo stava facendo soffocare.

In aggiunta a questo, la madre gli avrebbe dato anche un intero flacone di Valium. Dopo aver tolto la carta, i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania hanno potuto indurre il ragazzo paralizzato al vomito e consentirgli così di respirare meglio.

Il giovane è salvo, la madre agli arresti

L’azione dei Carabinieri, unitamente a quella dei soccorritori del 118 arrivati sul posto, hanno evitato la morte del 20enne disabileAdnkronos riporta che i militari hanno richiesto e ottenuto dal giudice l’emissione di una misura cautelare nei confronti della madre 54enne.

Per la donna, è stato richiesto un T.S.O (Trattamento Sanitario Obbligatorioe gli arresti domiciliari. Al momento, si troverebbe presso una Comunità Terapeutica Assistita.
La natura del dramma farebbe, infatti, pensare ad un momento di difficoltà o poca lucidità della donna, che costituirebbe un pericolo per sé e per gli altri, tanto da rendersi necessario il trattamento. Ora, la Procura Distrettuale la sta indagando per il reato di tentato omicidio aggravato.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui