Valle d’Aosta, si dimette il governatore: indagato per voto di scambio mafioso

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Il presidente della Regione Valle d’Aosta Antonio Fosson, ex senatore, si è dimesso, dopo lo scoppio dell’inchiesta che lo vede indagato per voto di scambio politico mafioso. L’avviso di garanzia, che riguarda le infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle elezioni del 2018, ha raggiunto anche due assessori e un consigliere regionale. Tra questi Laurent Viérin, ex governatore della Valle d’Aosta e oggi assessore al Turismo.

I carabinieri avrebbero documentato incontri tra i politici e i vertici dell’organizzazione mafiosa, al fine di supportarne la campagna elettorale. L’inchiesta potrebbe allargarsi ad altri ex presidenti della Regione autonoma, come si evince dalla nota della magistratura.

Valle d’Aosta: indagine sugli accordi elettorali con la ‘ndrangheta

Lo scandalo è arrivato dal Tribunale di Torino, dove si stava svolgendo il processo sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. L’indagine è condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino, che vuole mettere in luce eventuali collegamenti tra la giunta regionale e l’associazione mafiosa. Il pm Valerio Longi ha scritto che “Il sodalizio mafioso di matrice ‘ndranghetista capeggiato dai fratelli Marco e Roberto Di Donato è riuscito a influenzare le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Valle d’Aosta del 20 maggio 2018“.

Secondo il magistrato, l’alleanza con la ‘ndrangheta “è riuscito a condizionare le scelte elettorali di una parte degli elettori al fine di soddisfare gli interessi o le esigenze del sodalizio“.

Si dimette il presidente Fosson: indagati due assessori

Come riporta l’ANSA, il presidente Antonio Fosson si è dimesso questa mattina, durante una riunione straordinaria della giunta regionale. A ricevere l’avviso di garanzia, oltre all’ex senatore per l’Union Valdôtaine, due assessori: Laurent Viérin, ex presidente della Valle d’Aosta e Stefano Borrello, titolare delle Opere pubbliche.

Indagato anche un consigliere regionale, Luca Bianchi. Viérin, in una nota, ha respinto tutte le accuse e ogni “insinuazione rispetto a certo mondi a me completamente lontani, in particolar modo con quella che oggi viene definita la locale, distante anni luce dai miei valori e ideali di una vita“.

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